A ottobre il ministero del Welfare organizza a Torino gli Stati generali della disabilità. Una tre giorni dal titolo "Tutti unici, tutti uguali". Coinvolte istituzioni e associazioni. La Fish: "Occorre un piano nazionale di interventi"
TORINO - Tre giorni per discutere del futuro delle persone con disabilità, facendo il punto della situazione dopo la ratifica italiana della Convenzione Onu dedicata ai loro diritti. E' il terzo appuntamento di sempre, il primo da sei anni a questa parte: andrà in scena dal 1 al 3 ottobre a Torino, dove sotto il titolo di "Tutti uguali, tutti unici" istituzioni e associazioni daranno vita alla "Terza Conferenza nazionale sulla disabilità". Un'occasione anche, secondo quanto annunciato tempo fa dal ministro del Lavoro, Salute e Politiche sociali Maurizio Sacconi, per dare il via ufficiale all'Osservatorio che dovrà vigilare sul rispetto della Convenzione entrata in vigore quattro mesi fa anche nel nostro paese.
All'organizzazione dell'appuntamento si lavora in questi giorni per definire le prime e più generiche coordinate, che saranno poi ulteriormente affrontate e affinate al ritorno dalle vacanze estive e per tutto il mese di settembre. C'è da definire l'ambito degli interventi, una priorità di argomenti e la stessa modalità operativa con la quale la Conferenza è chiamata a mettere sul piatto e ad affrontare le problematiche comuni alle persone disabili. L'appuntamento, in programma dall'1 al 3 ottobre al padiglione delle esposizioni di Torino, sarà in effetti un momento di riflessione e confronto tra le istituzioni, il mondo dell'associazionismo e la società civile per fare il punto sull'efficacia delle politiche di inclusione, sostegno e pari opportunità delle persone disabili e delle loro famiglie in Italia. L'appuntamento riguarderà davvero tutti: disabilità fisiche, mentali, sensoriali, intellettive, cognitive e relazionali.
Ha le idee chiare la Fish, la Federazione italiana per il superamento dell'handicap, una delle più importanti realtà del paese. Risorse economiche, concretezza, monitoraggio delle scelte compiute sono i tre criteri principali. "Le questioni centrali - dice il presidente Pietro Barbieri - sono due: il governo italiano deve prima di tutto chiarire che tipo di politiche intende adottare, se di tipo risarcitorio come è successo finora oppure di tipo inclusivo". "Ci aspettiamo poi - continua - un piano nazionale di interventi che dia una vera svolta all'applicazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone disabili, che sia sostenibile dal punto di vista economico e che venga continuamente monitorato" per evitare che venga disatteso. Dalla Fish, in sostanza, la richiesta è quella di avere come risultato finale non "una dichiarazione di intenti" ma assoluta concretezza. (mt/ska)
(5 agosto 2009)

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